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Il caso dei finanziamenti Monsanto per il rinnovo del Glifosato.

Aggiornato il: mag 31

Il “Corporate Europe Observatory” è un gruppo di lavoro che vigila sulla trasparenza dei finanziamenti alle lobby e proprio una loro indagine sulla Monsanto ha portato l'UE a rendere più stringenti le regole per la dichiarazione delle spese di lobby.


Che cosa è successo? La questione è arrivata al culmine quando il Corporate Europe Observatory ha puntato i riflettori sul reale ammontare delle cifre dichiarate dalla lobby della Monsanto per il prolungamento dell’uso del Glifosato in Europa nel 2016-17, prima di essere aquisita dalla Bayer. Dalle indagini è risultato che la cifra dichiarata nel registri UE non era l’intero ammontare dei fondi destinati alle attività di lobby ma solo quelli indirizzati a Bruxelles, escludendo gli importi destinati agli Stati membri e “spezzettando” di fatto il totale del finanziamento.


Sebbene le norme per la trasparenza non impedissero questa dichiarazione parziale, secondo il Corporate Europe Observatory risultava artificiale e fuorviante perché la questione riguardava direttamente le decisioni all’interno della UE, violando le attuali norme sulla trasparenza del registro secondo le quali tutte le attività devono essere dichiarate "indipendentemente da dove vengono intraprese".


La cifra totale spesa dalla Monsanto per il rinnovo del Glifosato risulta perciò molto più sostanziosa lievitando dai 1,5 milioni di € dichiarati nel registro per la trasparenza UE a oltre 14 milioni di € se inclusi i fondi per agli Stati membri.


I 14 milioni sarebbero andati a un contratto assegnato all'agenzia di pubbliche relazioni Fleishman Hillard per una campagna che si è protratta da ottobre 2016 fino alla fine del 2017. Fleishman Hillard ha dichiarato che la Monsanto ha pagato 800.000 € nel 2016 e 600.000 € nel 2017, ma non ha contestato l'importo di € 14,5 milioni.


I media francesi hanno anche rivelato come Monsanto avesse assunto Fleishman Hillard per compilare un elenco di 200 persone, compresi giornalisti, ostili alla società americana. I nuovi proprietari della Bayer hanno assunto uno studio legale per esaminare questa situazione e inviato la denuncia al Segretariato del registro per la trasparenza congiunto (JTRS).


In una lettera di risposta il JTRS ha affermato che il denaro per lobbismo speso a Bruxelles o negli Stati membri deve essere dichiarato quando la questione stessa è legata all'UE ma che le norme esistenti non erano del tutto chiare e che pertanto verranno modificate.


Fonti:

https://euobserver.com/institutional/148468 https://corporateeurope.org/en/2020/05/hidden-contracts-corporate-lobby-spending-eu-member-states-spotlight











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