Cerca
  • PAN Italia

Spray baby, spray! Disboscamento e pesticidi stanno “spazzando via” insetti ed ecosistemi nel mondo.

Aggiornato il: giu 15

Il nuovo rapporto “Insect Atlas” conferma dati che ormai non sono nemmeno definibili “allarmanti” ma, piuttosto, “spaventosi”! Il rapporto, grazie alle meta analisi portata avanti dall’organizzazione “Friends of the Earth” e della “Heinrich Böll Foundation”, ha stimato che il 10 % delle specie di insetti e almeno 1 specie di api e farfalle su 10 in Europa si sta estinguendo.


Sembra un problema che non tocca la vita di tutti i giorni delle persone ma non è affatto così. Gli insetti impollinatori contribuiscono direttamente a circa un terzo della produzione alimentare globale. "Oltre al cambiamento climatico e all'inquinamento luminoso, la diffusione e l'intensificazione dell'agricoltura è di gran lunga la causa più importante del declino globale del numero di insetti", si legge nel rapporto, "L'espansione dei pascoli e il conseguente uso dei pesticidi nelle monocolture sono in assoluto la causa maggiore della sparizione degli insetti. Non dimentichiamo che i profitti economici fluiscono prevalentemente verso solo quattro multinazionali: BASF, Bayer, Syngenta e Correva".


Il numero di prodotti chimici in uso nel mondo continua ad aumentare e con loro gli effetti negativi sul mondo degli insetti. Sebbene il mondo "occidentale" sia leggermente più consapevole dei rischi associati all'uso dei pesticidi, la situazione è diversa nei paesi in via di sviluppo, dove approdano i prodotti vietati in Europa e Nord America.


"Lo smantellamento dell'agricoltura industriale", afferma il rapporto, "è essenziale. Non c'è alternativa: per proteggere gli insetti, l'agricoltura deve diventare parte della soluzione. Non solo per il bene della società, ma anche per il bene della stessa agricoltura."


"Le società che producono pesticidi, se non controllate, continueranno ad usare la loro immensa influenza politica per imporre un sistema di agricoltura industriale che continuerà a spazzare via la natura e distruggerà le comunità rurali".


Fondamentale è agire subito sulla deforestazione e sul consumo di carne che deve essere frenato: "Se il mondo sviluppato dovesse consumare meno carne la pressione sulle aree terrestri potrebbe essere notevolmente ridotta". Il rapporto propone una serie di soluzioni che ormai sono ovvie ma che i politici ancora non vogliono davvero perseguire:


  1. Ridurre gradualmente l'uso di pesticidi sintetici dell'80% nell'agricoltura dell'UE entro il 2030;

  2. Riforma radicale della politica agricola comune (PAC), compresa la graduale eliminazione di pagamenti diretti non mirati, accantonamento di almeno il 50% del bilancio della PAC per obiettivi ambientali, naturali e climatici e sostegno agli agricoltori nel passaggio l'agroecologia;

  3. Intraprendere azioni urgenti per raggiungere gli obiettivi suggeriti nelle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità per aumentare l'agricoltura biologica;

  4. Ridurre la produzione e il consumo di carne industriale e altri prodotti animali e sostenere le opzioni a base vegetale;

  5. Ridurre la domanda complessiva dell'UE di prodotti agricoli al fine di ridurre la deforestazione globale.

Fonte: http://www.foeeurope.org/insect-atlas

www.ecowatch.com/-global-insect-decline-2646167304.html?rebelltitem=6




439 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Sede PAN Italia  Università Politecnica delle Marche (AN)         panitalia20@gmail.com