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Studio in Val di Non: esposizione cronica ai pesticidi ed effetti sul DNA

Aggiornato il: mag 31

L’effetto deriva e la conseguente esposizione cronica ad alcuni pesticidi può avere delle conseguenze sul DNA? Diversi studi hanno indagato questo aspetto ma uno, tutto italiano, si è concentrato in particolare su alcuni residenti della Val di Non, che si sono sottoposti ad uno screening biologico per verificare le possibili correlazioni. Secondo i dati raccolti dallo studio non solo il DNA viene danneggiato in modo proporzionale rispetto all’intensità dei trattamenti ma, in caso di esposizione cronica, viene inibita la sua capacità di autoripararsi.


LO STUDIO


Lo studio “Esposizione cronica a pesticidi, genotossicità e rischi per la salute: ruolo chiave dei sistemi di riparazione del DNA” è stato realizzato dalla Dott.ssa Renata Alleva (Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna) e dal Dott. Marco Tommasetti (Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari, Università Politecnica delle Marche), entrambi medici ISDE, ed è pubblicato sulla rivista scientifica “Molecular Nutrition & Food Research” (in allegato il PDF).


L’analisi ha interessato 33 residenti della Val di Non che da Novembre 2014 a Giugno 2015 si sono sottoposti ad una serie di analisi per valutare l’influenza dei pesticidi sull’integrità del DNA e sull’attività degli enzimi riparatori. Nessuno dei partecipanti aveva un'attività agricola e l’unica cosa che li accomunava era la residenza in prossimità dalle coltivazioni intensive di mele (circa 100 metri).


Lo studio ha preso in esame due aspetti complementari: (a) lo screening urinario del metabolita del Clorpirifos (CPF) in 3 periodi diversi determinati in base all’intensità dei trattamenti (Novembre: bassa intensità, Febbraio: nulla, Giugno: alta) e (b) il monitoraggio ambientale per verificare la presenza di pesticidi nell’aria e nella polvere depositata all’esterno e all’interno delle abitazioni. L'analisi ha rilevato la presenza di 18 diversi pesticidi e fungicidi all'interno delle abitazioni e di pesticidi come il Boscalid e Clorpirifos all'esterno, determinando una condizione di esposizione cronica per i residenti.


LE CONCLUSIONI


Secondo quanto riportato dal blog della Dott.ssa Alleva lo studio rileva che "durante i trattamenti ai meleti il danno al DNA aumenta proporzionalmente all’intensità e quindi è maggiore nel periodo di alta esposizione, mentre non si evidenzia danno durante il periodo in cui non si fanno trattamenti.


Altra cosa importante che abbiamo osservato è che i residenti presentavano una bassa attività degli enzimi deputati a riparare il danno al DNA, se paragonati ad una popolazione di non esposti, anche nel periodo di esposizione nulla, che diminuiva progressivamente all’aumentare dei trattamenti, mostrando la più bassa attività di riparazione nel periodo di Giugno.


L’esposizione ai pesticidi, quindi, rende inefficiente il sistema di riparazione del DNA, che è fondamentale per mantenere l’integrità del DNA ed evitare l’accumulo del danno che a lungo termine potrebbe contribuire, insieme ad altri fattori individuali, ad aumentare il rischio di tumori, influenzando indirettamente l’instabilità del genoma"


Fonte: Blog della Dott.ssa Renata Alleva


Intervista Dott.ssa Alleva "Cambia le terra"


PDF della ricerca:

Esposizione-cronica-a-pesticidi-genotoss
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