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Dosi elevate di Chlorpyrifos (metabolita) nelle urine di un frutticoltore. Le protezioni bastano?

Aggiornato il: gen 24

In Francia il Parkinson è nella lista delle malattie professionali degli agricoltori, non solo, l'Agenzia per la sicurezza sanitaria e alimentare francese invita a ridurre l’uso dei pesticidi per salvaguardare la loro salute. E in Italia? Nel nostro paese non esiste nessun protocollo sanitario per verificare e prevenire le malattie correlate all’uso dei prodotti fitosanitari, nè alcun supporto istituzionale che illustri i loro effetti sulla salute.


Per far luce su questo aspetto l’Associazione Prevenzione Tumori Onlus di Guastalla assieme ai medici ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente ) hanno deciso di autofinanziare il progetto “RE.P.-CO.B.RA.” (REsidui di Pesticidi nei Coltivatori della Bassa Reggiana) per verificare, nell'arco di un anno, la presenza di pesticidi nelle urine di una famiglia di frutticoltori.


L'unico della famiglia a lavorare nel frutteto, addetto anche alla preparazione delle soluzioni, è il padre. Nelle urine dell'agricoltore sono stati rilevati valori del metabolita del Chlorpyrifos superiori anche di 10 volte il limite ammesso. Con un limite di tolleranza di 11,3 μg/L, lo screening ha rilevato un livello di 61,3 μg/L dopo 12 ore e 111,7 μg/L dopo 24 ore . Dopo 5 giorni il livello era ancora di 100 μg/L. L’aspetto che ha sorpreso di più è stato osservare come a distanza di quattro mesi dall’ultima applicazione il metabolita fosse ancora il doppio rispetto al valore limite. Ricordiamo che il Chlorpyrifos è valutato come neurotossico per i bambini nonchè un potente interferente endocrino.


La causa del persistere di tale positività al Chlorpyrifos è da attribuire, almeno in parte, alla cabina del trattore che è risultata contaminata. Va aggiunto che l’operatore ha presentato di recente due patologie probabilmente correlate con l’impiego di insetticidi organofosforici: l’artrite reumatoide e la degenerazione maculare della retina.


Oltre all’assenza di un protocollo sanitario a tutela della salute degli agricoltori risulta evidente anche l'assenza pressochè totale di una formazione imparziale sugli agrofarmaci. In Italia, infatti, non solo non esiste un sistema per facilitare i controlli sanitari ma, nel corso dell’indagine, è stata riscontrata "la paradossale incuranza degli operatori e delle istituzioni in materia di danni alla salute correlati con l’impiego dei pesticidi". I medici ISDE ritengono urgente un progetto regionale o nazionale atto a favorire la transizione dell’agricoltura convenzionale verso alternative poco o per nulla inquinanti, mentre risulta evidente come l’unica strategia per salvaguardare la produzione sia ancora quella di utilizzare i pesticidi il più possibile, come appunto sta accadendo per il Chlorpyrifos.


Lo studio può essere letto integralmente consultando il link dell'Associazione Prevenzione Tumori ONLUS di Guastalla ( http://www.prevenzionetumoriguastalla.org/ ) nella sezione "RICERCA". Per maggiori info : Uff. Stampa ISDE , Tel: +39 3491919426, Mail: isde@isde.it




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