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Distretto Biologico dell’Appennino Bolognese. Il sito per la consultazione online.



Cilento, Chianti e Valli del Simeto sono tutti distretti biologici, un’idea brillante per dare più vitalità o rilanciare un territorio. La sostenibilità è un’esigenza, non può più essere considerata un optional ed è sempre più apprezzata. In Italia però ci sono solo 16 Distretti Biologici, davvero troppo pochi! La buona notizia è che il Distretto Biologico dell’Appennino bolognese, che include la fascia pedemontana e montana dell’Appennino tra Emilia Romagna e Toscana, è già sulla strada per diventare presto una realtà ed ha aperto in questi giorni le consultazioni pubbliche. Si tratta di una fase di coinvolgimento degli abitanti e dei portatori di interesse che potranno esprimersi e contribuire con le loro idee sul rilancio dell'agricoltura locale e sulla valorizzazione del commercio e del turismo. Le prospettive sono positive visto l'interesse sempre maggiore per itinerari che rispettano l’ambiente e l’agricoltura amica della natura.


Chi abita nel territorio può esprimersi tramite il Sito Web del Biodistreto https://progettodistrettobio.bolognappennino.it/ cliccando su “opinioni”. Tutti i contributi saranno tenuti in considerzione per l’elaborazione delle proposte di statuto e dei programmi di attività del Distretto. Sul sito è possibile consultare i documenti tecnici, i dati del biologico, le interviste e gli impegni delle Unioni di Comuni. Sulla pagina FB è possibile conoscere l’avanzamento dei lavori e i prossimi appuntamenti: https://www.facebook.com/DistrettoBioBO.

A gestire il sito e la pagine web è il Gruppo di Azione Locale dell’Appennino Bolognese (società consortile pubblico-privata che gestisce le risorse assegnate dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione) in collaborazione con le Unioni dei Comuni appenninici.


COSA SONO I DISTRETTI BIOLOGICI

I Distretti Biologici hanno come obiettivo la valorizzazione dell’economia e delle tradizioni locali favorendo lo sviluppo dell’agricoltura biologica e della filiera corta. Parliamo non solo di produzione biologica ma anche di tradizioni, ovvero di agricoltura, allevamento e trasformazione dei prodotti che metodologie tipiche locali valorizzando il territorio e le sue tradizioni. Il passo successivo è lo sviluppo dei mercati locali e dei GAS per creare una rete di servizi legati anche al turismo e alla ristorazione per un pubblico sempre più attento al territorio e all’ambiente. Possono aderire al Distretto Biologico tutte le realtà che compongono il tessuto socio-economico del territorio, produttive e non, pubbliche e/o private, che in qualche modo si impegnano a perseguire le finalità del Distretto

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